Galloitalici di Basilicata

di Vincenzo Ferretti 

"..Il viaggiatore che, in uno scompartimento di III classe nel tragitto da Napoli a Taranto, presti attenzione alla conversazione dei contadini che salgono ad ogni stazione, si renderà subito conto che nel primo tratto – se si trascurano variazioni nell’intonazione e differenze locali minime – la base linguistica è sorprendentemente unitaria. ..." Continua

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Il dizionario galloitalico di Pignola PDF Stampa
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 Ormai ci siamo! Sebastiano Rizza ha portato a compimento la sua fatica per realizzare e pubblicare il dizionario dialettale di Pignola, sostenuto, sponsorizzato e incoraggiato dall’Amministrazione Comunale di Pignola, dalla Comunità Montana Alto Basento e dalla pro-loco Portale. Impresa non facile e per diverse ragioni.
Prima. Pignola non aveva, fino ad oggi, un vero e proprio dizionario, quindi si è trattato di analizzare comporre e definire il quadro linguistico locale, caratterizzato dalla forte e prevalente presenza di idiomi di chiara origine settentrionale, che fanno di questa comunità parte integrante e sostanziale dell’epicentro galloitalico nell’area del potentino. Sicché Sebastiano ha dovuto fare i conti con le pubblicazioni di cultura e storia popolare pignolese nel tempo pubblicate da ricercatori esperti e preparati come Vincenzo Ferretti, Gerardo Acierno, Fiorentino Trapanese. Soprattutto si è trovato a confronto con le indagini e le analisi di Gerard Rohlfs. E a proposito dello studioso berlinese, pioniere del galloitalico in Basilicata, Rizza ha scritto un interessante articolo “Come si parlava a Pignola ai tempi del Rohlfs”, oggi in appendice al dizionario e consultabile anche sulle pagine del portale internet www.galloitalico.it. Un omaggio ai meriti del padre del galloitalico lucano e alle sue intuizioni linguistiche e dialettali. Ma non solo. Gli studi del Rohlfs portarono alla definizione di un vero e proprio quadrilatero galloitalico nell’area, i cui vertici sono costituiti da Potenza, Picerno, Pignola e Tito. Le parlate dialettali di queste comunità sono portatrici di una costante linguistica galloitalico, con propaggini più o meno significative a Vaglio, Cancellara, Avigliano, Ruoti e perfino a Trivigno. Analogamente il fenomeno si ripete a Trecchina con interessamento nelle campagne di Rivello e Nemoli. Se, analogamente a quanto avvenne in Sicilia in diversi centri galloitalici, un fenomeno coloniale dal nord-ovest della penisola (entroterra ligure e basso Monferrato) interessò l’area trecchinese nel XII secolo, intorno al capoluogo di regione è verosimile una discesa di coloni, sempre dalla stessa provenienza, tra il XIII e il XIV secolo, sulla base di riscontri demografici e linguistici.
Seconda. Rizza è siracusano come Archimede. Per il suo lavoro paziente, puntuale e preciso ha fatto tesoro delle sue presenze ferragostane a Pignola, potendo avvalersi di un punto d’appoggio (ricordate, Archimede avrebbe voluto sollevare il mondo!). Il gancio che lo collega al territorio e al dialetto di Pignola è la sua signora, pignolese appunto. Così, dopo che studiosi e ricercatori, nel recente passato, hanno rinsaldato tre dei quattro vertici del quadrilatero galloitalico (Maria Teresa Greco con il dizionario dei “Dialetti di Picerno e Tito”, Vincenzo Perretti ed Enzo Matassini con “La dengua putenzese”, Rizza ha ricucito il quadrilatero riposizionando Pignola nel vertice sud-est dell’area. Un poligono linguistico, quello galloitalico nel potentino, da difendere e rilanciare. Proprio come Archimede che, nel 212 a.C. in piena seconda guerra punica, durante la conquista e il sacco romano di Siracusa, ebbe a rispondere ai legionari introdottisi nel suo studio “non disturbate i miei poligoni!”.
Terza. Il tempo corre irrimediabilmente sempre nella stessa direzione. L’uomo viaggia nello spazio attraverso il tempo e, nella sua corsa sempre più folle, talvolta protegge valorizza e difende le testimonianze di civiltà e di appartenenza di un popolo, più spesso travolge ciò che incontra sulla sua traiettoria. La peggiore sventura che i dialetti possano incrociare è la contaminazione linguistica portata dai flussi in movimento, sempre più intensi sempre più veloci, che arricchiscono e vivacizzano le comunità con molteplici occasioni di confronto e di sviluppo ma, tuttavia, tendono a snaturare e a sterilizzare il “locale”, rendendolo quasi impotente nel trasferire alle generazioni future la genesi delle proprie origini, tradizioni, cultura, lingua. Per arginare e difendere questo patrimonio si propongono gli studi, le analisi e le divulgazioni di ricercatori e appassionati, in particolare i dizionari dialettali che riescono ad offrire un punto fermo nell’evoluzione linguistica e si pongono come baluardo, riferimento e confronto tra passato, presente e futuro.
E’ forse il caso di gioire per gli effetti benefici e rassicuranti che derivano da imprese come quella di Sebastiano Rizza. Siamo convinti che lavori di questo genere, in sinergia con gli studi e un’accurata divulgazione, come quella offerta dal portale internet galloitalico che le civiche amministrazioni di Potenza, Picerno, Pignola, Tito, e l’APT Basilicata hanno voluto, rafforzino le probabilità di sopravvivenza dei nostri dialetti.
Grati ad Archimede per aver difeso i suoi poligoni! Grazie Sebastiano per aver ricomposto il quadrilatero del Rohlfs! In fondo la tua è stata anche geometria.
                       
Tonino Cuccaro
Coordinatore del progetto www.galloitalico.it

 
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