di Vincenzo Ferretti
"..Il viaggiatore che, in uno scompartimento di III classe nel tragitto da Napoli a Taranto, presti attenzione alla conversazione dei contadini che salgono ad ogni stazione, si renderà subito conto che nel primo tratto – se si trascurano variazioni nell’intonazione e differenze locali minime – la base linguistica è sorprendentemente unitaria. ..." Continua
La Gazzetta del Mezzogiorno - del 01/09/2011
La Nuova di Basilicata del 31/08/2011
Giornale Lucano del 29/08/2011
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Dire
Poesie
Tito
Lu Vaccaru di Don Giuseppe Spera | Lu Vaccaru di Don Giuseppe Spera |
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Don Giuseppe Spera nacque a Tito il 12 agosto del 1835 da Raffaele e Caterina Salvia. Dotato di non comune intelligenza e spirito vivace fu avviato al Sacerdozio compiendo lodevolmente i suoi studi nel Seminario Vescovile di Potenza. Divenuto sacerdote, gli si conferì subito l’incarico di insegnante per gli alunni dello stesso Seminario fino al 1869. Per i dodici anni successivi fu insegnante di italiano nel liceo classico della Badia benedettina di Cava dei Tirreni e, nel 1882, in quello della Badia benedettina di Montecassino. Nel 1888 partecipò, vincendo il primo premio, al certame poetico dei Jeux Floreaux de Provence che si tiene a Tolosa dal 1323. Uomo di grande cultura e devozione, diede lustro al suo paese nel campo della cultura letteraria: nel 1886 scrisse un volumetto “Saggio di letteratura comparata italiana e straniera”, nel 1887 pubblicò “Il Conte Verde”, poema epico dedicato alla famiglia reale dei Savoia, e nel 1889 diede alla luce una raccolta di poesie religiose dal titolo “Gratulazio”, oltre a numerose altre pubblicazioni poetico-religiose e storiche (L’antica Satriano). Intorno all’anno 1900 rientrò a Tito e fu nominato parroco della locale comunità. Dopo circa 4 anni abbandonò l’incarico per motivi di salute e morì il 18 maggio del 1908 all’età di 73 anni. La sua nutrita produzione letteraria ebbe numerosi apprezzamenti sia in Italia sia all’estero, tanto che Don Giuseppe Spera fece parte come socio di varie Accademie letterarie italiane e francesi. Riportiamo di seguito un testo poetico di Don Giuseppe Spera in dialetto titese, idioma di origine galloitalica:
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