di Vincenzo Ferretti
"..Il viaggiatore che, in uno scompartimento di III classe nel tragitto da Napoli a Taranto, presti attenzione alla conversazione dei contadini che salgono ad ogni stazione, si renderà subito conto che nel primo tratto – se si trascurano variazioni nell’intonazione e differenze locali minime – la base linguistica è sorprendentemente unitaria. ..." Continua
La Gazzetta del Mezzogiorno - del 01/09/2011
La Nuova di Basilicata del 31/08/2011
Giornale Lucano del 29/08/2011
| |
|
| Itinerario della Storia |
|
|
|
Tra i luoghi
della Storia, meritano particolare attenzione l'antica Villa Romana di
Malvaccaro, una villa rustica romana dei secoli I-V, con resti di
pavimentazione a mosaico policroma. Delle sei porte, invece, che
consentivano l'accesso alla città, ve ne sono tre superstiti: San
Giovanni, San Luca e San Gerardo, che sbuca in largo Duomo dove
troneggia la Cattedrale. Lungo via Due Torri, stagliano le antiche mura
due splendide torri aragonesi. Un'altra Torre, la Torre Guevara,
residuo del vecchio Castello, chiude a est Via Pretoria. Vi è poi una
serie di palazzi nobiliari tra cui Palazzo Loffredo, che era l'antica
residenza dei Conti di Potenza. E inoltre palazzo Bonifacio, palazzo
Biscotti, palazzo Ciccotti, oggi Pignatari, palazzo Scafarelli, palazzo
Ginistrelli, palazzo D'Errico, palazzo Giuliani, palazzo Marsico, tutti
disseminati nel vecchio centro storico. Infine, in un salto vertiginoso
nel presente, il Ponte Musumeci, audace e accattivante opera, in cui la
funzionalità si sposa in modo splendido con la plasticità della
struttura di sostegno. La particolarità, infatti, è che a reggere il
ponte, invece dei normali piloni, vi sono i lembi di un'enorme foglia
accartocciata. A chi desidera spazi verdi e rilassanti passeggiate
nella città, Parco Monterale, la Villa di Santa Maria e Sant'Antonio La
Macchia, rappresentano tre splendidi polmoni da godere appieno. Per
quanto incerte permangano le origini storiche del Capoluogo, un
fenomeno coloniale di notevole portata è ipotizzabile intorno al sec.
XIII-XIV, a cui seguì un'integrazione demografica, con la popolazione
già residente, consolidatasi nel tempo e nello spazio. Con ogni
probabilità, coloni provenienti dal nord-ovest della penisola (basso
Monferrato ed entroterra ligure), a seguito del calo demografico patito
dal circondario potentino con la repressione angioina seguita alla
sollevazione ghibellina del 1268, si stabilirono a Potenza e in
un'ampia area dell'interland (Pignola, Picerno, Tito, Vaglio di
Basilicata), lasciando tracce evidenti ed eloquenti nelle parlate
locali. Questi dialetti, grazie agli accertamenti linguistici del
Rohlfs e di altri studiosi appassionati, vengono classificati come
"Galloitalici". |
Presentazioni del sito: