Galloitalici di Basilicata

di Vincenzo Ferretti 

"..Il viaggiatore che, in uno scompartimento di III classe nel tragitto da Napoli a Taranto, presti attenzione alla conversazione dei contadini che salgono ad ogni stazione, si renderà subito conto che nel primo tratto – se si trascurano variazioni nell’intonazione e differenze locali minime – la base linguistica è sorprendentemente unitaria. ..." Continua

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Situata in uno splendido scenario montano, è una fuga verso il fresco meno transitorio. Con il suo passeggio disposto all'ombra di gradevoli alberi e la presenza di ottime gelaterie e pasticcerie, il paese è un dolce premio anche sotto l'aspetto gastronomico. Dolci e gelati alle noci. Dolci alle castagne. E pane, che è una vera delizia per i palati più esigenti. Nei pressi del paese, a pochi chilometri, per chi vuole godersi un ampio panorama sulla costa di Maratea, sorge il santuario della Madonna della Neve, a circa 1.100 metri sul livello del mare. Autentica isola linguistica galloitalica, Trecchina, a ridosso della costa di Maratea, si rivelò ai colori provenienti dal Nord-Ovest nel XII-XIII sec. proprio con la medesima orografia e la breve separazione dal mare che avevano abbandonato lasciando l'entroterra ligure di provenienza. A Trecchina come in alcune contrade di Nemoli e Rivello, Gerard Rohlfs scoprì per puro caso il dialetto galloitalico.

 

 
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